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PesoLeggero Come verifichiamo Confronta gli integratori
Scarpe da camminata, una borraccia d'acqua e una mela su un tavolo di legno chiaro

Come dimagrire: che cosa funziona secondo gli studi

Per perdere peso serve una dieta che dia meno energia di quanta il corpo ne consuma. È la dieta ipocalorica, e nelle norme italiane sui prodotti dimagranti è il presupposto di tutto il resto. Quale forma le si dà conta molto meno di quanto si legge in giro. In un anno chi taglia i grassi e chi taglia i carboidrati arriva quasi allo stesso risultato; il digiuno intermittente non fa meglio di una riduzione quotidiana delle calorie; la chetogenica guadagna meno di un chilo. Il movimento fa bene al cuore, ma da solo sposta poco l'ago della bilancia. E dormire poco spinge a mangiare di più. Quanti chili si perdono nessun prodotto può dirtelo, e nemmeno in quanto tempo: la prima cosa è esclusa dall'articolo 12, lettera b) del regolamento europeo sulle indicazioni salutistiche, la seconda dal decreto legislativo 169/2004. DIETFITS, JAMA 2018 Reg. (CE) 1924/2006, art. 12(b)

Redazione PesoLeggero Aggiornato il 18 min di lettura 17 fonti

Questa pagina mette in fila quello che è stato misurato: diete a confronto, movimento, sonno, età e menopausa, e i punti in cui la risposta onesta è «non lo sappiamo». Il resto del lavoro della redazione è raccolto nella guida principale al dimagrimento.

In questa pagina

Qual è la dieta migliore per dimagrire?

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Nessuna delle diete più studiate batte le altre in modo netto.

Quando due gruppi riducono le calorie in modi diversi e vengono seguiti per un anno, arrivano quasi allo stesso punto. Le differenze fra un approccio e l'altro si contano in poche centinaia di grammi.

Povera di grassi contro povera di carboidrati
Che cosa è stato misurato
609 adulti 18-50 anni, IMC 28-40, senza diabete, 12 mesi
Differenza fra i gruppi
0,7 kg (IC95% -0,2; +1,6) a favore di nessuna delle due
Digiuno intermittente contro calorie ridotte ogni giorno
Che cosa è stato misurato
meta-analisi di 11 studi randomizzati, da 8 a 24 settimane
Differenza fra i gruppi
0,61 kg (IC95% -1,70; +0,47), non significativa
Chetogenica contro povera di grassi
Che cosa è stato misurato
meta-analisi di 13 studi con almeno 12 mesi di follow-up
Differenza fra i gruppi
0,91 kg (IC95% -1,65; -0,17) a favore della chetogenica

I due gruppi di DIETFITS hanno chiuso l'anno a 5,3 kg e a 6,0 kg di calo medio.

Quello studio serviva soprattutto a un'altra verifica: capire se il profilo genetico o la secrezione di insulina permettessero di prevedere a quale dieta una persona avrebbe risposto meglio. Nessuna corrispondenza è emersa. Con essa cade l'idea di «dieta su misura per il tuo metabolismo» che si compra online.

C'è un dettaglio che nei titoli di giornale sparisce sempre. Quei partecipanti hanno avuto 22 incontri di gruppo in dodici mesi. Il 79% è arrivato in fondo allo studio. Il sostegno continuo faceva parte del trattamento, non era un contorno.

La chetogenica merita una nota sull'età del dato. La meta-analisi che le dà meno di un chilo di vantaggio è del 2013, e confronta diete con non più di 50 g di carboidrati al giorno con diete a ridotto contenuto di grassi. Non riguarda le diete a bassissime calorie usate sotto controllo medico, che sono un'altra cosa.

Perché «dimagrire velocemente» è la promessa più venduta e la meno verificabile

Gli studi che hanno misurato qualcosa durano mesi, non giorni: dodici mesi il confronto fra diete, da 8 a 24 settimane quelli sul digiuno intermittente. Non esiste una ricerca seria che misuri «una settimana».

Le promesse rapide vivono nella pubblicità, non nei dati.

C'è poi un motivo legale, utile da conoscere prima della prossima pubblicità. L'articolo 12 del regolamento europeo sulle indicazioni salutistiche mette fuori legge qualunque messaggio che quantifichi il calo di peso; il decreto legislativo 169/2004 aggiunge i tempi, per gli integratori venduti come coadiuvanti di una dieta ipocalorica.

Chi annuncia quante taglie perderai entro quale data non ti sta informando. Sta infrangendo una regola.

Il Ministero della Salute è ancora più esplicito su chi legge quei messaggi. Considera chi ha un peso in eccesso un consumatore «particolarmente vulnerabile alle indicazioni fuorvianti», proprio perché la difficoltà cronica a perdere peso rende sensibili a chi promette risultati facili.

Alle diete drastiche c'è poi un limite pratico. Le linee guida ministeriali si fermano a tre settimane. Oltre quel termine una dieta fortemente ipocalorica non va proseguita da soli. I prodotti che sostituiscono l'intera razione giornaliera, quelli da 800-1200 kcal al giorno, devono scriverlo in etichetta.

Si può ridurre le calorie senza contarle?

Ipocalorica vuol dire che l'alimentazione porta meno energia di quanta il corpo ne brucia. Il decreto 169/2004 la mette al centro di ogni messaggio pubblicitario su un prodotto dimagrante, che è obbligato a ricordare sia la dieta sia l'abbandono della sedentarietà. Perfino l'unico via libera europeo che collega una sostanza al peso è quello del glucomannano. E funziona solo dentro questa cornice.

Contare le calorie è un modo di ottenerla, non l'unico. Nei confronti fra diete i partecipanti non seguivano lo stesso metodo di conteggio. Eppure i risultati convergono. Quello che cambia il peso è la riduzione, non lo strumento con cui la ottieni.

Sul «come», in pratica, l'Istituto Superiore di Sanità è sobrio e dice tre cose: mangiare lentamente, evitare porzioni troppo grandi, evitare i cibi troppo calorici.

Insieme a un'attività fisica adeguata, è la strada indicata per prevenire l'aumento di peso. Vale quando quell'aumento non dipende da una malattia specifica.

Su proteine, fibre e ordine dei cibi nel piatto, argomenti che riempiono i social, qui non ci sono numeri. Non perché siano temi irrilevanti: non abbiamo ancora fonti verificate da cui ricavarli, e inventare una cifra sarebbe peggio che tacere.

Quanto movimento serve per perdere peso?

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La quantità consigliata dall'Istituto Superiore di Sanità per prevenire l'obesità è di 150-300 minuti settimanali: camminata veloce, corsa leggera, nuoto, tennis. Protegge cuore e metabolismo.

Sul peso, però, quella quantità da sola rende poco. La letteratura clinica è concorde. 150 minuti di attività moderata a settimana, o 75 di attività intensa, migliorano la salute cardiovascolare; senza una riduzione delle calorie non producono cali di peso clinicamente rilevanti, né bastano a mantenere il peso perso.

Le due affermazioni non si contraddicono. Rispondono a domande diverse: una riguarda la salute, l'altra la bilancia.

In pratica: camminare ogni giorno è una delle cose migliori che puoi fare per te, e insieme non è la leva principale se l'obiettivo è il peso.

Vale anche per il punto in cui si vorrebbe dimagrire. Il grasso non si toglie dalla zona che si allena. Gli esercizi mirati sull'addome sono trattati nella pagina su come dimagrire la pancia, con i dati disponibili.

Dormire poco fa ingrassare?

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Dormire poco fa mangiare di più.

In uno studio randomizzato condotto in reparto per 21 giorni su 12 adulti sani, chi dormiva 4 ore per notte invece di 9 assumeva più calorie (p = 0,015), soprattutto sotto forma di proteine e grassi. Il dispendio energetico, intanto, non cambiava. Il peso è aumentato e il grasso addominale è cresciuto. Sia quello sottocutaneo sia quello viscerale, cioè il grasso a contatto con gli organi.

Va letto per quello che è: 12 persone, in una condizione estrema, quattro ore di sonno per tre settimane. Indica una direzione, non una quantità da applicare alla vita di tutti i giorni.

È però una direzione che nessun integratore ti venderà. Dormire non si vende in confezione.

Come cambia dopo i 50 anni e in menopausa?

L'età sposta le probabilità, e i numeri italiani lo mostrano bene. L'eccesso di peso riguarda il 27% delle persone fra 18 e 34 anni, il 53% dopo i 50, il 58% fra i 65 e i 74.

Se ti sembra che dopo una certa età tutto sia diventato più difficile, non è un'impressione isolata.

Sulla menopausa una misura precisa esiste, e racconta qualcosa di diverso da quello che si sente dire. Le donne seguite nello studio SWAN sono state esaminate con la DXA. È l'esame che separa grasso e massa magra. Nei primi anni della transizione il grasso si accumula a velocità doppia e la massa magra cala, con un punto di arrivo intorno ai due anni dopo l'ultima mestruazione.

Il peso, invece, saliva già prima in modo regolare, e in quel passaggio non accelera.

Detto in italiano corrente: in quegli anni cambia soprattutto la composizione del corpo, più grasso e meno muscolo, anche quando la bilancia si muove come prima. Ecco perché in questa fase il solo numero del peso informa poco.

Non troverai invece un elenco di integratori «per la menopausa», né discorsi sugli ormoni. Sono decisioni cliniche, le prende il medico che ti segue. Noi non abbiamo dati verificati per trattarle.

Senza ridurre le calorie no. Norma italiana e studi dicono la stessa cosa da due direzioni diverse. Il decreto 169/2004 impone di richiamare la dieta ipocalorica e la riduzione della sedentarietà in ogni messaggio su un prodotto dimagrante; nei confronti fra approcci alimentari, ciò che accomuna i gruppi che perdono peso è la riduzione dell'energia introdotta.

«Senza dieta» ha però un senso legittimo: senza schemi rigidi, senza menù fotocopia, senza il ciclo di privazione e abbuffata.

Cambiare porzioni e frequenza dei cibi molto calorici è una dieta ipocalorica a tutti gli effetti. Anche se nessuno la chiama così.

Un dato italiano spiega quanto la parola «dieta» sia diventata pesante. Fra le persone in eccesso ponderale solo il 26% ne sta seguendo una, e la quota sale al 34% fra chi è consapevole del proprio eccesso di peso.

Le ragioni documentate sono più prosaiche, e nessuna di esse è «non ti impegni abbastanza».

La prima riguarda le condizioni in cui si vive. Per l'Istituto Superiore di Sanità il peso dipende in misura importante da fattori sociali ed economici: i cibi più calorici costano meno, e le giornate passate seduti e in auto bruciano poco. Nella sorveglianza nazionale l'obesità fra chi dichiara molte difficoltà economiche è quasi il doppio rispetto a chi non ne ha, 16% contro 9% nel 2021.

La seconda è la percezione. Meno della metà delle persone in sovrappeso (49%) ritiene il proprio peso troppo alto, e fra chi rientra nell'obesità più di una su dieci lo considera adeguato.

Chi non vede il problema non lo affronta. Questo sposta le statistiche molto più di qualunque «metabolismo bloccato».

La terza è il sonno breve, che agisce sull'appetito senza passare dalla forza di volontà.

Manca in questa pagina una percentuale su quante persone riprendono il peso perso, e dopo quanto tempo. È la domanda più importante di tutte, e la nostra documentazione non la copre ancora. La aggiungeremo quando avremo una fonte verificata, non prima.

Da che numero conviene preoccuparsi?

Dal girovita, più che dalla bilancia. L'Istituto Superiore di Sanità indica 94 cm negli uomini e 80 cm nelle donne come valori oltre i quali è probabile un accumulo di grasso viscerale, quello a contatto con gli organi dell'addome, che l'ISS indica come rischio elevato per le malattie croniche legate all'obesità.

L'indice di massa corporea serve a classificare popolazioni, non a fare diagnosi. Non distingue il muscolo dal grasso e non dice dove il grasso si trova. I metodi che misurano davvero la composizione corporea sono altri: DXA, bioimpedenza, plicometria. Si usano in ricerca o in ambulatorio. Il quadro completo, con i numeri italiani e i limiti dell'IMC, è nella pagina su obesità e sovrappeso in Italia.

Il rischio contrario è segnalato dalle stesse linee guida ministeriali, che vietano di far credere a una persona di essere in sovrappeso quando non lo è, spingendola verso obiettivi che non le servono.

Se i tuoi valori sono nella norma, la cosa più sensata da fare con questa pagina è chiuderla.

Gli integratori aiutano a dimagrire?

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Meno di quanto costano. I revisori che hanno riunito 67 studi randomizzati con placebo avevano fissato in 2,5 kg di differenza la soglia oltre la quale un effetto conta davvero per chi lo prende. Nessuna sostanza isolata ci arriva. Il chitosano si ferma a -1,84 kg, il glucomannano a -1,27 kg, l'acido linoleico coniugato a -1,08 kg.

Nell'Unione europea una sola sostanza ha un'indicazione autorizzata legata alla perdita di peso, il glucomannano, e vale soltanto dentro una dieta ipocalorica. Tutto il resto che leggi sulle confezioni è pubblicità o è un'altra cosa rispetto al dimagrimento.

Se stai valutando un acquisto, il confronto completo fra prove, etichette e prezzi è nella pagina sugli integratori per dimagrire. Per le singole sostanze, studio per studio, c'è ingredienti dimagranti; per la categoria «termogenici», brucia grassi; per infusi e drenanti, tisane drenanti.

Il consiglio del medico raddoppia la probabilità che una persona inizi davvero un percorso. Fra chi lo ha ricevuto il 46% dichiara di seguire una dieta, contro il 17% di chi non lo ha ricevuto.

Eppure meno della metà delle persone in eccesso ponderale se lo sente dire. L'indicazione sull'attività fisica arriva ancora più di rado. Se il tuo medico non ha sollevato l'argomento, puoi sollevarlo tu.

Se stai perdendo peso senza averlo cercato, chiudi questa pagina e prendi appuntamento dal medico. Un calo che arriva da solo è un sintomo da valutare, non un traguardo.

Non proseguire da solo una dieta fortemente ipocalorica oltre le tre settimane, e in particolare i regimi che sostituiscono tutti i pasti. Le linee guida ministeriali chiedono il controllo medico.

Parlarne con un professionista è ragionevole anche quando compaiono disturbi che spesso accompagnano l'eccesso di peso: sonno interrotto, apnee notturne, dolori a schiena e articolazioni, affanno dopo sforzi minimi. L'elenco è nella pagina su obesità e sovrappeso in Italia. Sono associazioni di popolazione, non significa che il peso sia la causa dei tuoi sintomi.

Fermarsi e farsi vedere. Alcuni segni non si gestiscono cambiando dieta: palpitazioni o dolore al petto, dolore addominale intenso, perdita di coscienza, fiato corto con spossatezza, caviglie e gambe gonfie, formicolii, notti insonni che si ripetono, pensieri di farsi del male. Il Ministero della Salute li elenca fra i segnali di emergenza nel documento sui disturbi della nutrizione e dell'alimentazione del 26 marzo 2018. Davanti a uno di questi il passo successivo è una visita, non un altro regime alimentare.

C'è un secondo motivo per non tirare la corda. Nello stesso documento l'avvio di una dieta restrittiva per trattare l'obesità compare fra i fattori di rischio riconosciuti dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, insieme alle critiche e alle prese in giro sul peso ricevute in passato.

È una delle ragioni per cui qui non trovi regimi drastici né traguardi a scadenza.

Un contatto pubblico. Chi preferisce parlarne prima con qualcuno che non sia il proprio medico può chiamare il Numero Verde SOS Disturbi Alimentari, 800 180 969, indicato dal Ministero della Salute, oppure cercare il servizio più vicino sulla mappa nazionale dell'Istituto superiore di sanità. Raccomandazioni ministeriali per familiari, 2018

Esistono farmaci per il peso su prescrizione. Chi può prenderli, con quale obiettivo e per quanto tempo, lo decide il medico dopo una valutazione. Non è materia da sito web, e qui non entriamo.

Gli errori che si ripetono più spesso

  • Cercare la dieta «giusta» per il proprio metabolismo. In DIETFITS né il profilo genetico né la secrezione di insulina hanno previsto chi avrebbe risposto meglio a una delle due diete. DIETFITS, JAMA 2018
  • Fidarsi di chi promette chili entro una data. È vietato dire quanto e in quanto tempo: chi lo fa sta già infrangendo una regola. Reg. (CE) 1924/2006, art. 12(b)
  • Affidarsi al solo movimento: fa bene, ma senza ridurre le calorie non produce cali di peso rilevanti. Swift et al., 2018
  • Guardare solo la bilancia. La circonferenza della vita dice di più su dove sta il grasso, e in menopausa la composizione corporea cambia anche a peso quasi stabile. ISSalute — Obesità
  • Tirare troppo la corda: oltre le tre settimane una dieta fortemente ipocalorica va seguita con il medico. Ministero della Salute — Linee guida
  • Pensare che sia solo questione di volontà. Reddito, prezzo del cibo e sedentarietà pesano, e i dati di sorveglianza lo mostrano. ISSalute — Obesità

Dove arriva questa pagina e dove si ferma

Arriva fin qui: che cosa hanno misurato le ricerche su diete, movimento e sonno, che cosa le norme italiane ed europee vietano di promettere, quali numeri descrivono il peso in Italia.

È materiale per orientarsi, e per arrivare preparati a una visita.

Si ferma prima di una dieta personalizzata, di un calcolo di calorie, di uno schema di pasti o di un giudizio sul tuo caso. Quelle cose richiedono la tua storia clinica. Le fa un medico o un dietista, non una pagina web.

Perché non pubblichiamo un numero di calorie al giorno

Perché una cifra valida per tutti non esiste. E perché la nostra documentazione non contiene una formula verificata da cui ricavarla.

Dietro «quante kcal al giorno per dimagrire» ci sono peso, altezza, età, lavoro, farmaci e condizioni di salute diverse. Un numero unico pubblicato senza conoscerli sembra preciso ed è arbitrario.

Per lo stesso motivo non pubblichiamo un menù settimanale già pronto. Un elenco di piatti si copia in dieci minuti e fa traffico. Letto però da una persona con il diabete, con una malattia renale o con un disturbo del comportamento alimentare, diventa un consiglio che non abbiamo il diritto di dare.

Fonti citate in questa pagina

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Prima di iniziare una dieta ipocalorica o un integratore, parlane con un professionista sanitario. I marchi eventualmente citati appartengono ai rispettivi titolari: questo sito non è collegato ai produttori dei prodotti nominati e non li rappresenta.

A cura della Redazione PesoLeggero. Aggiornato il 14 settembre 2026.

Domande frequenti

Come si dimagrisce davvero?

Mangiando meno energia di quanta se ne consuma, e mantenendo la riduzione nel tempo. Lo schema scelto incide poco. Nello studio DIETFITS i due gruppi hanno chiuso l'anno a 5,3 kg e 6,0 kg di calo medio, con 0,7 kg di distanza fra loro. DIETFITS, JAMA 2018

Come dimagrire velocemente?

La «settimana» non compare in nessuna ricerca seria. I confronti fra diete si misurano in mesi, da due a dodici. E quantificare il calo di peso è vietato dal regolamento europeo sulle indicazioni salutistiche, mentre il divieto di parlare di tempi arriva dal decreto legislativo 169/2004. Reg. (CE) 1924/2006, art. 12(b)

Il digiuno intermittente fa dimagrire più di una dieta normale?

No. Nella meta-analisi di 11 studi randomizzati, da 8 a 24 settimane, la differenza rispetto alla restrizione calorica continua è di 0,61 kg e non è statisticamente significativa. Resta un modo di organizzare i pasti. Alcuni lo trovano più semplice da seguire. Cioffi et al., 2018

La dieta chetogenica è più efficace?

Il vantaggio sulla dieta povera di grassi, in tredici studi randomizzati seguiti almeno per un anno, è di 0,91 kg. Poca cosa, e con un dato che risale al 2013; le diete a bassissime calorie seguite in ambito medico sono un'altra faccenda. Bueno et al., 2013

Quanto bisogna camminare per dimagrire?

Per la salute l'Istituto Superiore di Sanità indica 150-300 minuti a settimana di attività come la camminata veloce. Per il peso quella quantità, da sola e senza ridurre le calorie, non produce cali clinicamente rilevanti. ISSalute — Obesità Swift et al., 2018

Si può dimagrire senza fare la dieta?

Senza ridurre le calorie no. Si può però farlo senza schemi rigidi: porzioni più piccole e meno cibi molto calorici sono già una dieta ipocalorica, anche se non la chiami così. ISSalute — Obesità

Perché in menopausa è più difficile?

Nella coorte SWAN, con misure DXA, all'inizio della transizione menopausale la massa grassa si accumula a velocità doppia e la massa magra cala, fino a circa due anni dopo l'ultima mestruazione. Il peso però cresceva già in modo lineare prima, senza accelerare in quel passaggio. Greendale et al., 2019

Quante calorie al giorno servono per dimagrire?

Non pubblichiamo una cifra: dipende da peso, altezza, età, attività e condizioni di salute, e senza questi dati un numero è arbitrario. Le linee guida ministeriali ricordano inoltre che i regimi molto ristretti, tipicamente 800-1200 kcal, non vanno seguiti oltre le tre settimane senza controllo medico. Ministero della Salute — Linee guida

Un integratore può sostituire la dieta?

No, e per legge i messaggi su questi prodotti devono richiamare la dieta ipocalorica e la riduzione della sedentarietà. Nella revisione di 67 studi randomizzati nessuna sostanza isolata raggiunge i 2,5 kg di differenza dal placebo fissati come soglia di rilevanza clinica. Bessell et al., 2021 Ministero della Salute — Linee guida

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