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PesoLeggero Come verifichiamo Confronta gli integratori

Metodo editoriale

Questa pagina spiega da dove arrivano i contenuti di PesoLeggero. Quali documenti leggiamo, in quale ordine li mettiamo, come controlliamo un numero prima di pubblicarlo, quando torniamo a correggere una pagina già online.

Redazione PesoLeggero Aggiornato il 5 min di lettura 6 fonti

In questa pagina

Quali fonti usiamo, e in quale ordine?

Le fonti non valgono tutte uguale. L'ordine che seguiamo è sempre lo stesso:

  1. Norme e autorità. Regolamenti europei, decreti italiani, linee guida e avvisi del Ministero della Salute, pareri dell'EFSA.
  2. Dati di sorveglianza. Le rilevazioni dell'Istituto superiore di sanità pubblicate su EpiCentro, quando servono numeri sulla popolazione italiana.
  3. Revisioni sistematiche e studi controllati. Prima le sintesi di più studi, poi i singoli studi randomizzati, cercati nelle banche dati della letteratura biomedica.
  4. Fonti commerciali. Schede di prodotto, etichette e listini servono solo a documentare che cosa dichiara chi vende, mai a dimostrare che una sostanza funziona.

Un esempio del perché l'ordine conta. Nell'Unione europea l'unica indicazione sulla salute autorizzata che collega una sostanza alla perdita di peso riguarda il glucomannano, e vale soltanto all'interno di una dieta ipocalorica (reg. UE 432/2012). Tutto il resto che si legge sulle confezioni non ha quello stato.

Come verifichiamo un dato prima di pubblicarlo?

Apriamo il documento originale. Non citiamo un titolo di giornale né la sintesi fatta da un venditore.

Su ogni numero controlliamo quattro cose: la data, chi lo ha prodotto, su quali persone è stato misurato, con quale metodo.

Lo stesso indicatore può dare risultati diversi a seconda di come è raccolto. L'obesità in Italia risulta intorno al 18% negli adulti quando peso e altezza sono misurati; le stime basate su dati riferiti dagli intervistati scendono al 10-11%, perché le persone tendono a sovrastimare l'altezza e a sottostimare il peso (EpiCentro, ISS).

Nessuna delle due cifre è falsa. Cambia il metodo, e va detto al lettore.

Come distinguiamo una sostanza da un prodotto?

Uno studio si fa su una dose precisa di una sostanza precisa. Un integratore contiene una miscela, spesso senza quantità dichiarate per ogni componente.

Per questo non trasferiamo mai il risultato di uno studio su un prodotto che porta lo stesso nome in etichetta. Se i milligrammi non sono dichiarati, scriviamo che non sono dichiarati. È un'informazione sulla trasparenza dell'etichetta, non un'accusa di inefficacia.

Va ricordato anche che in Italia un integratore non viene autorizzato come un farmaco. L'etichetta è notificata al Ministero della Salute e il prodotto entra in un elenco pubblico con un codice. La notifica riguarda l'etichetta, non l'efficacia (Ministero della Salute).

Come leggiamo prezzi e confezioni?

Un prezzo è un dato osservato in un certo giorno su un certo negozio, e domani può essere diverso. Lo scriviamo sempre con la data e con il collegamento alla scheda da cui proviene.

I rivenditori italiani indicano accanto allo sconto il prezzo più basso praticato negli ultimi trenta giorni, come previsto dalle regole europee sugli annunci di riduzione di prezzo (esempio di scheda su TuttoFarma). È il riferimento da guardare quando una percentuale di sconto sembra enorme.

Le stesse schede avvertono che le informazioni sul prodotto «non necessariamente traggono origine da dati scientifici clinicamente dimostrati» e possono derivare dall'uso erboristico tradizionale. Quando riportiamo una composizione, riportiamo quindi una dichiarazione del venditore, non un'analisi di laboratorio nostra.

Quali affermazioni la legge ci vieta?

Alcune frasi comuni nella pubblicità non compariranno mai nelle nostre pagine, e non per gusto redazionale:

  • Chili e scadenze. Il reg. CE 1924/2006 vieta le indicazioni che fanno riferimento all'entità della perdita di peso; il d.lgs. 169/2004 aggiunge il divieto dei riferimenti ai tempi.
  • Cura di una malattia. Un integratore non cura, non previene e non elimina l'obesità o altre patologie.
  • Effetti non autorizzati. Attribuire a una pianta un effetto che non risulta nel registro europeo non è consentito. Possiamo però descrivere che cosa hanno misurato gli studi, con la fonte accanto. È lecito per una redazione: esporre dati non è promettere.
  • Transito intestinale e liquidi. Perdere acqua non è perdere grasso.

Chi vende un integratore dimagrante deve inoltre riportare la formula fissa sul fatto che il prodotto non sostituisce una dieta variata e che, oltre le tre settimane di dieta, è consigliato sentire il medico (linee guida ministeriali).

Quando aggiorniamo una pagina?

Ogni pagina porta in fondo la data dell'ultimo aggiornamento.

Torniamo a intervenire quando un'autorità pubblica un avviso nuovo, quando esce una revisione che cambia il quadro delle prove, quando un prezzo citato non esiste più, quando un lettore ci segnala un errore.

Gli avvisi dei regolatori valgono da soli una revisione. Nel novembre 2025, per esempio, il Ministero ha segnalato bustine di tè dimagrante contenenti sibutramina, sostanza vietata negli integratori (avviso ai consumatori del 25 novembre 2025).

Quando correggiamo un contenuto, cambiamo il testo e la data. Non cancelliamo la pagina per far sparire l'errore.

Come si segnala una fonte sbagliata?

Indica la pagina, la frase e, se ce l'hai, il collegamento al documento che secondo te andrebbe usato. L'indirizzo e le istruzioni sono in Contatti.

Il progetto e la sua firma sono descritti in Chi siamo; i limiti dei contenuti nelle note legali; il trattamento dei messaggi nell'informativa privacy e cookie. L'indice delle guide parte dalla pagina iniziale.

Le informazioni di questo sito hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. I marchi eventualmente citati appartengono ai rispettivi titolari: la redazione non è collegata ai produttori e non li rappresenta.

A cura della Redazione PesoLeggero. Aggiornato il 14 settembre 2026.

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